Comitato Referendario e Coordinamento No Tunnel esprimono soddisfazione sul ‘no’ del MiBACT

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“Siamo più che certi di poter affermare che oggi, all’indomani della conferma del NO alla “riqualificazione” (ovvero al Grande Scempio del Tunnel e della demolizione del Colle di Sant’Antonio) da parte del Ministero dei Beni Culturali e della Soprintendenza, è sostanzialmente la città intera a rallegrarsi e a sentirsi sollevata”.

Questo è quanto scrive in una nota il Comitato Referendario e Coordinamento No Tunnel che commenta il secco no del MiBACT alla riunione del tavolo di conciliazione tenutasi ieri a Roma. L’ennesimo con riferimento alla realizzazione del progetto di riqualificazione del centro di Termoli. Pertanto, gli attivisti esultano a seguito dell’ennesimo diniego da parte del Ministero che conferma la sua posizione rispetto alla questione.

Sono certamente in tanti a percepire il senso di conforto che viene dal vedere confermata in pieno l’analisi ineccepibile sviluppata dai funzionari della Soprintendenza – scrivono dal Comitato – per illustrare e motivare le ragioni di una opposizione ferma: quella che è stata portata avanti nonostante pressioni di ogni genere sin dal primo parere espresso, mantenuta salda fino alla firma dell’opposizione al progetto da parte del Ministro Franceschini e infine coerentemente sostenuta durante due riunioni di conciliazione, che avrebbero invece potuto portare a modifiche della posizione assunta inizialmente.

Dagli ultimi sviluppi della vicenda tunnel si rafforza incontestabile la consapevolezza che gli attivisti del Comitato Referendario e del Coordinamento No Tunnel (e i tanti cittadini che in questi anni li hanno accompagnati e incoraggiati, chi in modo più diretto e chi silenziosamente) – si legge ancora nella nota – non avevano sbagliato a percepire fin dall’inizio tutta la portata distruttiva di questa operazione e che le tante criticità paesaggistiche, archeologiche e architettoniche evidenziate in montagne di documenti inviati alle autorità competenti erano pienamente fondate. Né poteva essere altrimenti, visto che hanno mantenuto validità attraverso i molti passaggi di un iter amministrativo complesso, che ora (per la prima volta in Italia con la legge attuale) arriva a compimento e porta la decisione finale su un tema del genere davanti al Consiglio dei Ministri.

Il Coordinamento ‘No Tunnel’ attende così l’esito della riunione che dicono “potrebbe scrivere la parola fine sotto un copione per troppi versi orribile; così come non ci abbandoniamo a manifestazioni di esultanza, non vogliamo neanche dare eccessivo risalto, come sarebbe fin troppo facile, a certe reazioni poco composte cui si è assistito ieri, con propositi di ricorrere a tribunali (ma quali, e con quali soldi?!? Non quelli dei cittadini, sicuramente) che suonano quasi come intimidazioni”.

Infine, concludono “comunque vada, quella che resta però scritta a chiare lettere è una bella storia di resistenza democratica e partecipata in difesa del territorio bene comune degli italiani; di studio, informazione, fatica e impegno, nelle strade e nelle piazze, in nome del diritto ad essere consultati e a sentirsi pienamente cittadini. Comunque una vittoria della nostra Termoli, che aspira non già ad una “riqualificazione”, ma ad un vero rinnovamento, costruito attraverso gli strumenti della pianificazione condivisa e della consultazione collettiva.”

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