Abbonati

Iannaccone, ritorno a casa dopo l’avventura di Melbourne

Una festicciola intima sabato sera ha accolto presso il centro sportivo La Baita di Ferrazzano, alle porte di Campobasso, il ritorno a casa di Federico Iannaccone da Melbourne dove ha tenuto alta la bandiera del Molise, del suo capoluogo e dell’Italia intera ai recenti Australian Open Junior Championship uscendo a testa alta agli ottavi di finale che gli sono valsi un balzo di 34 posizioni nel ranking mondiale: da 128 a 94.

Prima dei festeggiamenti Federico ha effettuato un’ora di allenamento con il suo amico di sempre Michele Santilli per mantenersi in forma e, prima ancora, si è concesso ai nostri microfoni per una breve intervista.

Federico, essere agli Australian Open a Melbourne è stato già un grande successo… “Già essere nel tabellone principale è stato un grande successo. Poi penso che sia stata un’esperienza pazzesca, a contatto tutti i giorni con giocatori di grandissimo livello, negli stessi luoghi, in palestra. La foto con Nadal ne è l’esempio: stavo lì e lui è spuntato all’improvviso. Così gli ho chiesto un selfie e lui ha accettato”.

A Traralgon, prima di Melbourne, sei uscito al primo turno. Come mai? “Era il primo torneo dell’anno, ci sono state un po’ di tensioni ma ci poteva stare. Poteva andare meglio ma non potevo pretendere chissà quanto. Non sono certamente partito con l’idea di vincere tutto ma di giocare più partite possibile e confrontarmi con i migliori tennisti al mondo. Nel doppio è andata leggermente meglio”.

All’esordio agli Aus Open con il n.19 al mondo Tajima un secco 6/0 nel primo set. Poi cos’è successo? “Il primo set l’ho perso malamente a causa della tensione perché giocare per la prima volta con 300-400 persone sugli spalti e gente come Palmieri, Barazzutti e Sanguinetti che ti guardano non è che succede tutti i giorni e quindi credo sia successo per questo. Poi ho avuto una grande reazione a livello caratteriale e ho giocato molto meglio; c’era molto più feeling con la palla e la partita da lì è girata. Penso di aver giocato un gran match”.

Secondo turno relativamente semplice con l’australiano Crnokrak: “E’ sbucato dal nulla battendo un 60 del mondo, inaspettatamente. Poteva essere un match insidioso e invece è andato tutto liscio, per fortuna”.

Infine Martineau… “Un giocatore molto forte. Lo conoscevo già come avversario ma potevo anche pescarne di migliori. Il primo set ho vinto molto bene poi, sul 2-1 al secondo e 40/0 in mio favore, una piccola distrazione. Ho perso un po’ di ordine, ho iniziato a commettere tanti errori e me la sono portata avanti per tutta la partita anche se nel terzo set mi sono ripreso un attimino. Ma penso che era troppo tardi, ormai mi era sfuggita dalle mani e ho perso”.

Passando alle sensazioni personali dopo aver vinto i due turni… “Non mi sarei mai aspettato di giocare gli ottavi in uno Slam, soprattutto come secondo torneo dell’anno e sinceramente ero incredulo anch’io. E’ stata un’emozione fantastica. Ho pensato soprattutto alla famiglia”.

Sai che a Campobasso c’è stata tanta gente che non ha dormito per seguire i tuoi incontri in diretta Tv? “Sì ho saputo. Incredibile”.

Un grosso tuo rimpianto è stato quello di non aver incocciato Roger Federer… “Sì, avevo la possibilità di scambiare due colpi con lui ma purtroppo, avendo perso, sono ripartito per l’Italia e lui invece è andato avanti. Neanche un secondo per una foto! Lui è l’unico che giocava al massimo 20 minuti in allenamento e poi scappava. Il mio idolo in assoluto”.

Prossimi appuntamenti? “Due settimane a Tirrenia al Centro Tecnico e poi si parte per un torneo di Grado 3 e uno di Grado 1 in Russia, a Kazan (800 km a est di Mosca). Quello di Grado 3 è per giocare più partite possibile, quello di Grado 1, invece, vede partecipare quasi tutte le migliori racchette al mondo”.

Per finire, cosa pensi del movimento tennistico molisano? “Purtroppo sono dovuto andare via dalla mia terra da subito in quanto non c’era una grande possibilità di allenarsi e confrontarsi con gente del mio stesso livello. Ho saputo che ultimamente va un pochino meglio e credo che rispetto a quando c’ero io qualcosa sia cambiato”.

Pensi che questa tua avventura possa essere servita da traino? “Spero di sì, soprattutto per qualche ragazzino che prova a giocare a tennis per la prima volta ma soprattutto spero che possa essere servita a cambiare un po’ la mentalità delle persone e far crescere tutto il movimento. Ma di certo ci vuole al primo posto il lavoro, poi il sacrificio. Il resto viene da sé”. emmesse

  Vuoi ricevere questa ed altre notizie direttamente sul tuo cellulare? Semplice! Invia il testo NEWS SI con un normale sms al nostro numero +39 3201122791 e riceverai quotidianamente sms informativi gratuiti per essere aggiornato in tempo reale sulle principali notizie della regione. Inoltre sempre a questo numero potrai inviarci segnalazioni foto/video di qualsiasi natura tramite WhatsApp

Vuoi accedere al contenuto completo di tutti gli articoli del miglior quotidiano d'informazione del Molise?


Già abbonato? Accedi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top