Fiera d’ottobre, assolta la giunta Giardino

Hotel Palma

LARINO – A Larino si volta definitivamente pagina su una delle vicende che, insieme ad altre, ha caratterizzato ed animato la campagna elettorale conclusasi poi con il passaggio del testimone della guida di Palazzo Ducale dall’ex sindaco Giardino a quello attuale, Notarangelo. La vicenda a cui si fa riferimento è quella che affonda le sue radici sulla procedura di gara per l’affidamento degli spazi della Fiera di Ottobre di Larino nell’anno 2011, terminate poi con l’assegnazione alla società cooperativa Unicomm. La stessa fu oggetto di una denuncia alla Procura di Larino avanzata dalla da una delle ditte che aveva partecipato al medesimo bando, la ProGest, da cui poi scaturì un anno e mezzo dopo il processo a carico dell’allora primo cittadino, del vicesindaco,  Giovanni Quici e degli assessori Massimo Starita, Clemente Pascarella, Giulio Pontico, Michele Urbano e Giovanni Lapenna. Ogetto dello stesso una presunta violazione delle norme di legge relative alle procedure di gara. La parola fine a questa vicenda è arrivata nella giornata di martedì, con il verdetto del collegio dei giudici composto da Michele Russo (presidente), Daniele Colucci e Tiziana Di Nino, che ha decretato la totale assoluzione degli imputati. Si è conclusa così una vicenda che aveva destato clamore ma che non ha riscontrato alcuna responsabilità da parte degli amministratori dell’epoca coinvolti. Viva soddisfazione è stata espressa dai legali difensori: Michele Liguori, Lucia Scardera, Antonio Urbano, Antonio De Michele, Linda Pascarella, Egidio Iannucci e Fausi Khalifh Iannucci. “Oggi, come esattamente tre anni fa – ha commentato via facebook l’allora assessore Massimo Starita – giustizia è fatta: assolto con formula piena, il fatto non sussiste. Tradotto: non hai fatto nulla di male, scusa il disturbo. Il riferimento è ad un procedimento penale a mio carico per fatti relativi a quando ero assessore preso il comune di Larino. La giustizia mi chiede scusa (passatemi questa terminologia), coloro che hanno pesantemente lucrato politicamente su questa triste vicenda (conservo le foto dei manifesti affissi sui muri su cui venivo trattato, assieme ai mie colleghi di Giunta, alla stregua di un affarista senza scrupoli) sono disposti a fare altrettanto.

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