Eurovision, Antonello Carozza presidente Giuria italiana

Il Quotidiano del Molise vuole dedicare mensilmente una pagina culturale per dare rilievo alle figure di spicco della nostra regione che, per mestieri e talenti, occupano la scena del nostro territorio. L’intervista di maggio sarà dedicata ad un giovanissimo Antonello Carozza, ospite nella nostra redazione prima della nomina a Presidente della Giuria Italiana per l’ Eurovision Song Contest 2017, in direttissima in questi giorni dalla sede RAI del Foro Italico di Roma. Attraverso le nostre domande cercheremo di presentarvi la grande professionalità di questo personaggio con curiosità e brevi racconti tra noi.

Buongiorno Antonello, ti ritroviamo oggi cantautore, pianista, produttore discografico, già protagonista a Sanremo 2006 nelle ‘Nuove Proposte’ e prima ancora ad ‘Amici’, ma soprattutto direttore artistico per San Marino allo Junior Eurovision 2013 e 2014 e all’Eurovision 2015 e… chi più ne ha più ne metta! 32 anni di preziose esperienze e di importanti successi! Facciamo un passo indietro, ritornando alle tue origini che ti hanno portato fin qui. A quanti anni hai scelto la tua strada artistica? Ho cominciato a 4 anni a cantare come bambino prodigio allo ‘Zecchino D’Oro’, a 5 suonavo il pianoforte e il violino e all’età di 10 anni sono entrato al conservatorio “Perosi” di Campobasso, diplomandomi con 10 e lode in ‘Pianoforte classico’ e nel triennio Jazz. A 14 anni insieme agli amici del palazzo abbiamo messo su la nostra prima band pop rock, nella cantina sotto casa in cui cui cantavo a squarcia gola le nostre hit preferite accompagnando i brani con il pianoforte.

A quanti anni hai scritto la tua prima canzone? In quegli anni della band mi sono cimentato con la mia prima scrittura musicale, un pezzo dedicato ad una mia cara amica scomparsa in un incidente stradale durante le feste di Natale. La canzone si chiama ‘Fede’, uno scritto emotivamente complesso che ha segnato fortemente la mia vita.

Pochi anni dopo ti ritroviamo ad ‘Amici di Maria’, la trasmissione di Maria De Filippi, in cui vengono individuati giovani talenti nelle diverse categorie di canto, ballo e recitazione. Come nasce questa esperienza? Seguivo la trasmissione “Amici di Maria” già dalla sua prima edizione, sperando un giorno di poter entrare nella scuola e completare la mia formazione con i formidabili docenti messi a disposizione dal programma e così, nel 2003 ho provato ad avvicinarmi al mio sogno che si è realizzato però nell’anno successivo in una sfida d’ingresso in cui Francesco Renga, con il suo prezioso voto, mi ha spalancato le porte della scuola di ‘Amici’.

Quanto ti ha giovato questa esperienza fatta all’interno del talent televisivo? Hai avuto dei riscontri positivi una volta terminato l’anno scolastico? Purtroppo il marchio che mi portavo dietro è stato abbastanza pesante, e nonostante le mie capacità e la mia formazione fossero complete e altamente migliorate, non mi è stata data molta fiducia, soprattutto in ambito regionale. In molti non hanno creduto in me, non offrendomi le opportunità che meritavo.

Parlaci della tua esperienza a Sanremo, come mai questa coraggiosa scelta? In cuor mio ero forte delle abilità raggiunte e così volevo sfatare il tabù che i ragazzi di ‘Amici’ non fossero in grado di poter prendere parte ad una competizione così importante, e così ho scritto e arrangiato la canzone che mi ha accompagnato in questa fantastica esperienza. ‘Capirò, crescerai’ è il titolo che mi ha permesso nel 2006 di lavarmi del marchio di ‘Amici’ e diventare il primo cantante solista della trasmissione, ad ottenere la prestigiosa vittoria di ‘Sanremo Lab’ per la categoria Giovani e poter essere in gata al Festival di Sanremo 2006. L’orchestra di Sanremo che suonava la mia canzone in Eurovisione ed io che ero in gara con Simone Cristicchi, L’Aura, Virginio e un giovanissimo Ermal Meta al suo primo Sanremo Giovani con la band Ameba4. Un sogno ad occhi aperti.

Dopo il successo di Sanremo, che risvolti ci sono stati per tua carriera artistica? Il grande palcoscenico di Sanremo mi ha permesso di essere notato da un prestigioso manager russo che mi ha fatto volare al Festival Internazionale New Wave dove arrivai secondo (alle spalle dell’Ukraina Jamala) con la cover ‘Ancora’ di Crescenzo e con il mio inedito ’27 Angeli’, dedicata alla memoria degli angeli di San Giuliano. In quel momento della mia vita volevo mettere un fermo immagine su quella mostruosità che ha tolto il respiro a tutto il mondo, per non lasciare che nessuno dimenticasse quell’immane tragedia che il nostro Molise ha tristemente pagato. L’ho scritta grazie ai racconti di mio padre Franco, all’epoca Vigile Del Fuoco caposquadra che mi ha raccontato quelle terribili passate a scavare sotto le macerie.

La tua carriera ha cominciato quindi a mettere le basi internazionali, dandoti grossa visibilità all’interno di importanti contest musicali. Come sono i tuoi rapporti lavorativi tra l’Italia e la Russia? Essendo l’unico italiano al Festival russo, la mia soddisfazione è stata immensa, e i miei sacrifici mi hanno portato ad importanti risultati come Warm up di Dj set in imponenti concerti, ospite di serate in prestigiosi locali, e soprattutto alla partecipazione della finale russa dell’Eurovision 2010 a Mosca, con la canzone ‘Senza respiro’.

Ti vediamo giovanissimo come un’artista già completo e carico di esperienze irraggiungibili ed invidiabili. Cosa ne hai fatto di questo tuo bagaglio? Dopo la fortunata competizione in Russia come cantante, ho deciso di ritornare nella mia terra e mettere le basi per la realizzazione di un accademia di formazione musicale, studio di registrazione e produzione artistica di eventi. Così da cinque anni dalla nascita della Queens’ Accademy, ormai posso dichiararmi fiero di aver contribuito nel mio piccolo, a sostenere i sogni di tanti ragazzi che hanno trovato uno sbocco nella preparazione artistica moderna alternativa al conservatorio per il conseguimento di titoli accademici in materia musicale.

Ti abbiamo visto ormai coinvolto in progetti molisani anche con nel ricordo di Fred Buongusto che ultimamente stai riportando con la tua grinta e la tua voce nei cuori dei tanti compaesani. Come mai questa scelta? Durante una lezione alla Queens’ Accademy mi sono reso conto che l’unico artista che poteva insegnare ai miei allievi qualcosa in più della storia della musica moderna era proprio Fred, ed era proprio molisano! Fiero delle sue grandi doti e della sua immensa carriera ho deciso così di farmi avvolgere dal suo spirito e ripercorrere la strada da lui intrapresa attraverso un Festival che potesse scaldare ancora i ricordi e le corde vocali dei molisani. Abbiamo da poco archiviato con successo la seconda edizione di “Buon Compleanno Fred” e porteremo sicuramente avanti il progetto negli anni.

Da artista e talent scout quale sei, che consigli ti senti di dare ai giovani, che come te vorrebbero intraprendere l’immenso sogno della carriera musicale? Purtroppo la nostra terra non offre grandi possibilità per entrare in questo mondo, quindi consiglierei sicuramente di andare fuori dal Molise appena si è pronti e si hanno le basi giuste, per poi ritornare però perchè questa regione ha un grande cuore e sa ripagare i meriti e i sacrifici affrontati.

 

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