Elettricità: fine della maggior tutela anche in Italia

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Si sta avvicinando la fatidica data del 1 gennaio 2019, quando, si dice, anche l’Italia dovrà adeguarsi all’ennesimo volere dell’Europa, per cui il mercato libero sostituirà definitivamente quello tutelato anche in campo energetico, dopo aver operato in tal senso per le telecomunicazioni e per le autostrade vere e proprie. E’ davvero un bene?

Il mercato, per concezione, è qualcosa che deve generare profitto; diversamente non esisterebbe. Per le autostrade, non solo quelle italiane, è sufficiente andare in vacanza per poter bestemmiare il giorno nel quale il Creatore ha insufflata l’idea di costruire vie di comunicazione del genere nella mente di chi è poi stato tacciato d’ogni male per altre ragioni. Trattando di telefonia, fissa o mobile che dir si voglia, o della conseguente evoluzione che viene denominata “Banda Larga”, va detto che allo stato attuale, si possa parlare a proposito del virgolettato appena proposto, considerando ciò, un gruppo di suonatori di grossa stazza, strumentisti sicuramente poco coesi, viste le elevate “preghiere” agli Dèi di cui sopra, recitate dagli utenti giorno per giorno in Molise, all’atto dell’utilizzo di tal servizio, ovviamente fatto pagare a peso d’oro e presentato come il progresso che avanza. Visti i precedenti: Cosa attendersi per la gestione dell’elettricità?

Tutto di male e niente di buono, ma siccome accontentarsi non è lecito, ecco che arriva il peggio. Come accade in diversi stati che compongono quella iattura che si presenta sotto il nome di Comunità Europea, anche in Italia si sta facendo strada il tutto compreso: In sostanza, stanno iniziando a circolare messaggi pubblicitari che presentano gestori che in un’unica bolletta, accorpano le spese per il consumo di luce, gas, telefono e chi più ne ha più ne metta. La cosa, viene presentata come la panacea di tutti i mali, in un mondo che vede l’utente medio impegnato e pertanto non più in grado di sostenere lo stress imposto dal logorio della vita moderna che si estrinseca in tante bollette rese volutamente e burocraticamente complicate, che però ancora dicono quanto si paga per l’effettivo utilizzo di un servizio o il conseguente consumo reale. Si è detto della volontà di appioppare agli utenti onesti il dovuto da chi non onora i propri debiti, esplicitando che l’italiano medio avrebbe pagato in maniera prona; con quest’ulteriore passo avanti, si chiede a chi si ostina a comportarsi da persona Civile, di avallare l’imposizione, ma soprattutto di non lamentarsene, pena la perdita della comodità donata da cotanti benefattori che sbattono in faccia agli italiani, nemmeno tanto implicitamente, il fatto che i loro soldi in realtà sono a loro disposizione fino ad un certo punto e che è bene che non si ribellino allo status quo, “per il loro bene”.

Vero Progresso? Vera Libertà? Italianamente, sarà bene sperare nell’ennesima proroga, oppure per liberarsi di quest’ulteriore truffa voluta dall’Europa sarà necessario aspirare a quanto già cantato esattamente trent’anni or sono da un gruppo composto da tutt’altro che ultimi arrivati: i “Figli di Bubba” che con una canzone al limite del demenziale, dal titolo “Nella Valle Dei Timbales”, sognava di abbandonare per sempre il “Bel Paese” a favore di terre esotiche, ove dimenticare ogni vicissitudine del mondo moderno? Lo stanno facendo in tanti, ma l’INPS dà loro la caccia!

Vittorio Venditti

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