Dragaggio, c’è l’ordinanza

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Un primo cronoprogramma era stato già stabilito all’indomani della riunione operativa che il comandante della Capitaneria di Porto, Sirio Faè, aveva compiuto lo scorso 3 maggio. “Entro la fine del mese – aveva affermato Faè contattato al termine della riunione – saranno completate le operazioni preliminari che dovrebbero partire tra una decina di giorni e che consistono nell’individuazione di eventuali ordigni bellici, procedura standard per lavori come questo. Entro inizio giugno, invece, potrebbero partire le operazioni vere e proprie. La riunione operativa di questa mattina (lo scorso 3 maggio, ndr) è servita a stabilire l’ordinanza che dovremo emettere per disciplinare il traffico portuale onde evitare eventuali problemi tra l’unità che si occuperà del dragaggio, i pescherecci e le navi di linea che utilizzano il porto. Nell’ordinanza saranno stabilite le precedenze tra l’unità che si occuperà del dragaggio e le altre imbarcazioni”.

E ieri mattina, 16 maggio, l’ordinanza che tutti aspettavano a Termoli è stata finalmente emanata. Nel documento redatto dalla Guardia Costiera, di fatto, si dà l’autorizzazione per l’esecuzione dei lavori di ricognizione e bonifica subacquea da ordigni residuati bellici. Lavori che saranno effettuati dalla ditta Miar Sub Srl che dovrà scandagliare i fondali del porto di Termoli per verificare che nessun ordigno bellico o altro residuato sia rimasto depositato sul fondale tra i vari strati di sabbia che per decenni si sono ‘poggiati’ sul fondo rendendo sempre più difficile il transito delle imbarcazioni che tutti i giorni entrano ed escono dal bacino portuale.

Lavori che andranno avanti fino al prossimo 5 giugno (imprevisti e meteo permettendo) quando dovrebbe partire il dragaggio vero e proprio del porto che consisterà nell’eliminare la sabbia in eccesso che mette a serio rischio il transito delle imbarcazioni. Un’opera indispensabile per assicurare la sopravvivenza del porto considerando che, in assenza del dragaggio, il comandante della Capitaneria, Sirio Faè, aveva già resa nota la possibilità di bloccare i collegamenti con le Isole Tremiti. A effettuare i lavori sarà la ditta “La Dragaggi” di Chioggia che è altamente specializzata in operazioni di questo tipo che dovrebbero terminare entro 100 giorni lavorativi e prevederanno la rimozione della sabbia con delle draghe, il trasporto e lo scarico del materiale rimosso nelle aree che sono state individuate “e che sono risultate essere compatibili con lo scarico a mare”. Non ci dovrebbero essere problemi in vista della stagione estiva. Nella riunione operativa che si era tenuta in Capitaneria era stato approntato anche una sorta di ‘codice della navigazione’ per stabilire precedenze e ordine nell’entrata e nell’uscita dal bacino portuale.

Mic. Bev.

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