Dragaggio, avviati i campionamenti

Meetness

La tecnica è la stessa utilizzata per i campionamenti del terreno dove dovrà sorgere il tunnel di collegamento tra il porto e il lungomare nord. Questa volta, però, a essere ‘scandagliato’ non è stato il terreno ma il fondo del mare. Sono iniziate le procedure propedeutiche al dragaggio del porto di Termoli. Il principio sul quale si basano gli esami che si stanno portando avanti è quello di prelevare il terreno per verificare quello che si trova al di sotto, studiarlo e analizzarlo per capirne la composizione in vista degli interventi.

Interventi che sono fortemente attesi soprattutto dai marinai che dai 10 anni sperano che venga effettuata la ‘ripulitura’ del fondale del porto di Termoli per ottenere una maggiore profondità utile alle barche per rientrare in sicurezza e attraccare in banchina e che in futuro potrebbe aprire lo scalo termolese anche all’arrivo di navi di grosse dimensioni. Mercoledì e giovedì i carotaggi marini sono stati effettuati in sette stazioni nel porto e in nove punti esterni a otto miglia di distanza dalla costa. A lavorare ai campionamenti marini sono stati gli esperti venuti appositamente da Firenze per svolgere i prelievi. Il geologo ambientale Jacopo Tinti e l’ingegnere ambientale Diego Malatesta hanno lavorato per due giorni nelle acque termolesi e hanno prelevato e riempito numerosi contenitori di fango, utile a capire di cosa è fatto il fondale del porto termolese in vista dell’intervento di dragaggio. Si tratta, nella sostanza, di sedimenti che sono stati prelevati nel canale di accesso al porto e nell’avanporto considerando che il sedimento che sarà eliminato dovrà essere sversato in mare aperto, motivo per il quale bisogna conoscerne l’esatta composizione per capire dove dovrà essere spostato e se il mare potrà ‘ospitarlo’. L’obiettivo di questi campionamenti, quindi, è quello di valutare se i sedimenti che saranno eliminati saranno compatibili a livello ambientale.  I contenitori con i sedimenti che sono stati prelevati sono stati custoditi in scatole refrigerate per non modificarne la temperatura e per far arrivare perfettamente intatti nei laboratori di Firenze tutti i campioni che saranno poi oggetto di studi da parte dei tecnici.

Tra una ventina di giorni poi arriveranno i risultati e la relazione tecnica che saranno consegnati per capire come e quando potrà partire il dragaggio. Ad aspettare con ansia i lavori di dragaggio e pulitura dei fondali sono soprattutto i pescatori che da anni lamentano la difficoltà a entrare nel porto di Termoli soprattutto con il maltempo e il dover essere costretti a delle manovre al millimetro per incanalarsi nell’unico spazio rimasto fruibile per le manovre. “Se sbagliamo rischiamo di spaccare la barca, affondare e magari anche farci male. Il dragaggio deve essere fatto e anche in tempi brevi”, il commento di chi, tutti i giorni, esce in barca per portare a casa il prodotto fresco da vendere poi al mercato o nelle varie pescherie.

  Vuoi ricevere questa ed altre notizie direttamente sul tuo cellulare? Semplice! Invia il testo NEWS SI con un normale sms al nostro numero +39 3201122791 e riceverai quotidianamente sms informativi gratuiti per essere aggiornato in tempo reale sulle principali notizie della regione. Inoltre sempre a questo numero potrai inviarci segnalazioni foto/video di qualsiasi natura tramite WhatsApp

Vuoi accedere al contenuto completo di tutti gli articoli del miglior quotidiano d'informazione del Molise?


Già abbonato? Accedi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *