Di Meo e Lupo, quando il gesto qualifica la persona

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“Civiltà e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”. Probabilmente il protagonista, consapevole, di questa spiacevole vicenda non avrà mai letto Mahatma Gandhi. O più probabilmente il suo grado di civiltà lo ha spinto al gesto che ha compiuto. Prendere con violenza e trascinare per le orecchie un indifeso cane, è roba da Medioevo. Di cui vergognarsi. Ma per Pino Di Meo, di professione allenatore, è la normalità. “Ne ho quattro a casa e i cani si prendono per il collo a casa mia, non ho fatto nessuna cosa brutta. I cani non piangono se li prendi in quel modo, non ho fatto niente di male”. Convincimento opinabile, ma le foto, eloquenti, raccontano che il cane è stato preso, con violenza (si evince anche dallo sguardo), per le orecchie e trascinato per il campo. Durante una partita di calcio, un derby per l’esattezza. Ma in questo contesto non ci interessa lo sport. E nemmeno che Lupo, questo il nome del cane, è la mascotte della squadra oggi avversaria di quella allenata dall’ardito Di Meo. Ci interessa il gesto. Che qualifica la persona.

Mimmo di Iorio

Foto: Maurizio Silla

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7 risposte su “Di Meo e Lupo, quando il gesto qualifica la persona

  1. Giovanni

    Una foto così non spiega niente. Sicuramente, il fermo immagine la rende molto brutta ma sarebbe servito di più un video. Il cane in questione non mostra affatto paura ma, semplicemente ritrosia ad uscire dal campo. Anche l’espressione dell’uomo non denota cattiveria ma solo la necessità di togliere il cane per iniziare la partita. Per quantk ne sappiamo potrebbe benissimo essere riuscito ad agguantarlo dopo che l’hanno rincorso senza successo per un buon lasso di tempo. Queste foto non giustificano nè condannano l’uomo. Prima di fare un processo a una persona e metterla alla gogna sarebbe auspicabile avere tutte le informazioni utili.

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    • Max

      Posso dirLe da cinofilo che vi sono 101 modi diversi per agguantare un cane. In anni di esperienza, vedendo e osservando diversi padroni e allenatori non ho mai visto questa “mossa”, per giunta a detta sua “non spiega niente”, quasi fosse ” normale”. Non credo che a Lei faccia possa far piacere essere preso per le orecchie e trascinato. Se così non fosse, e mi dovessi sbagliare mi rendo disponibile ad effettuare una prova nei Suoi confronti. Magari provando piacere, ai limiti del sadomaso, mi potrà contraddire e confermare quanto detto sopra. Saluti

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      • Giovanni

        Io ho detto che UN FERMO IMMAGINE non spiega niente. Il cane non viene preso per le orecchie ma per la pelle del collo e questo spiega già che lei è in cattiva fede. Il cane non ha un collare e questo spiega perché lo abbia agguantato così e chissà quanto lo avrà rincorso prima. Inoltre, nella sua “lunga esperienza” avrà imparato a riconoscere l’etogramma del cane, questo NON dà NESSUN segno di paura. Sentirla poi parlare di “allenatori” riferendosi ai cani mi dà la misura di quale “esperto” io abbia di fronte. Mi perdoni ma, personalmente ho imparato a evitare discussioni con gli educatori della domenica, preferisco confrontarmi con veri professionisti cinofili quindi la saluto.

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  2. Mario pettorruso

    La civilta’ si misura in ogni gesto sconveniente o peggio è dal rispetto che si applica a persone,animali e cose.Al sud c’e’ un’empatia con gli animali(quasi naturale)che gli animalisti dovrebbero prendere ad esempio.Pino Di Meo ha sempre avuto cani in vita sua che adora e quando qualche anni fa gli è morto un cane era talmente giù che si poteva pensare gli fosse morto un figlio figuriamoci immaginarlo solo strattorno.Pino è un uomo vero e dovunque ha giocato e allenato ha lasciato solo buoni ricordi e amicizie.Chi ha sollevato tutto questo polverone si indiani per tutta la violenza vera quotidiana che sgomenta e ci spaventa nel profondo perché Di Meo per sensibilità può dare lezioni.Buonsenso paese.

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