Delitto Mollicone, una pista porta in Molise

Rubino Dentisti

L’iscrizione nel registro degli indagati è avvenuta nelle ultime ore, quando gli è stato notificato un avviso di garanzia l’ipotesi di reato di concorso in omicidio volontario. Il militare è stato interrogato ieri mattina, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Gli attuali indagati per omicidio e occultamento di cadavere, sono l’allora maresciallo dell’Arma, Franco M., il figlio che attualmente gestisce un negozio a Venafro, e la moglie, originari di Teano. La notizia è stata riportata dal Messaggero on line. Serena Mollicone era uscita da casa il 1 giugno 2001, per recarsi all’ospedale di Isola Liri, un paese del frusinate. Nel primo pomeriggio si persero le tracce e il suo corpo venne trovato due giorni dopo da alcuni volontari della Protezione civile, in un boschetto con un sacchetto di plastica sulla testa e mani e piedi legati. Più volte, negli ultimi anni, c’è stata correlazione tra la morte di un carabiniere, Santino Tuzi, e l’omicidio di Serena Mollicone e ma, mai come nelle ultime settimane d’indagine, le dichiarazioni del brigadiere, rilasciate nel 2008 alla magistratura poche ore prima della morte, avevano assunto particolare importanza. «Serena quel giorno è entrata in caserma», aveva detto Santino Tuzi agli inizi di aprile 2008, poche prima di essere trovato cadavere nella sua Fiat Marea con un colpo partito dalla sua Beretta di ordinanza e le cui indagini sono ancora in corso. Ora, con il deposito della consulenza medico-legale, sull’omicidio di Serena, nella quale è stata ipotizzata la compatibilità tra lo sfondamento della porta e la frattura cranica, quelle dichiarazioni pesano come un macigno e potrebbero aprire scenari investigativi con epiloghi sino a pochi mesi fa inimmaginabili. A spiegare il perché era stato l’avvocato Dario De Santis, legale della famiglia Mollicone. “Attendiamo di leggere con attenzione la relazione della dottoressa Cattaneo, la svolta potrebbe essere vicina. La questione della rottura della porta sequestrata nell’alloggio della caserma di Arce – ha spiegato l’avvocato – e le lesioni sul cranio sarebbero prova decisiva nel caso in cui fossero state isolate tracce biologiche di Serena sulla porta o negli ambienti della caserma, ma in assenza di tali elementi biologici, la relazione della dottoressa Cattaneo, assieme alle dichiarazioni rese dal brigadiere Santino Tuzi, rappresenta un elemento importante e decisivo per le indagini. Anche perché ha aggiunto l’avvocato della famiglia Mollicone – gli accertamenti eseguiti si sono svolti in maniera accuratissima”. Red.is.

(foto web)

 

 

 

  Vuoi ricevere questa ed altre notizie direttamente sul tuo cellulare? Semplice! Invia il testo NEWS SI con un normale sms al nostro numero +39 3201122791 e riceverai quotidianamente sms informativi gratuiti per essere aggiornato in tempo reale sulle principali notizie della regione. Inoltre sempre a questo numero potrai inviarci segnalazioni foto/video di qualsiasi natura tramite WhatsApp

Vuoi accedere al contenuto completo di tutti gli articoli del miglior quotidiano d'informazione del Molise?


Già abbonato? Accedi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *