I compagni vanno in gita, bimbo resta solo in classe

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Il caso sarà chiarito nelle sedi opportune ma è certo un episodio che ha suscitato non poco scalpore in basso Molise. Tutto è accaduto nella giornata di mercoledì quando gli studenti delle scuole sono rientrati tra i banchi dopo la pausa pasquale. La sua classe era in gita scolastica e lui, un bambino iscritto in un istituto, è rimasto in aula da solo prima con una collaboratrice e successivamente con l’insegnante di sostegno in attesa che i compagni rientrassero dalla gita.

Stando al racconto che hanno fatto i genitori che si sono rivolti agli avvocati Carmelina Salvatore e Salvatore Di Pardo, la famiglia pare non fosse a conoscenza della gita didattica organizzata per la classe e il piccolo affetto da autismo è stato costretto ad aspettare in aula che i compagni rientrassero. E’ stata la docente che si occupa del piccolo a spiegare alla sorella che gli altri stavano effettuando l’uscita didattica. Nessuno lo avrebbe aspettato e nessuno, stando a quanto sostenuto dalla famiglia, avrebbe avvisato dell’uscita. E così il piccolo è stato costretto ad aspettare in aula da solo per un’ora e mezza fino a quando i compagni non sono rientrati. A quel punto i genitori hanno deciso di rivolgersi agli avvocati per ripristinare la verità dei fatti. Dal canto suo il dirigente scolastico dell’istituto smentisce che la disavventura del bambino sia stata causata dalla volontà di escludere il piccolo scolaro dalla gita. Al di là di quello che accerteranno le verifiche che saranno compiute dagli organismi competenti, resta lo sconcerto per episodi del genere che continuano ad accadere nelle scuole italiane.

A nulla valgono le giornate di sensibilizzazione nei confronti di patologie come quelle dell’autismo e a nulla serve illuminare di blu le facciate dei palazzi se poi ci si scontra con casi come quello che sarebbe accaduto. Di qui la richiesta delle tante famiglie che vivono tutti i giorni a contatto con persone affette da autismo a organizzare meglio i servizi, sensibilizzare e formare chi per lavoro si occupa di persone che soffrono di autismo perché anche loro hanno il diritto ad avere una vita normale. Sulla questione è intervenuto anche il sindaco Angelo Sbrocca che dopo aver ascoltato la famiglia del ragazzino e il dirigente scolastico ha invitato tutti a una maggiore sensibilizzazione nei confronti delle persone con disabilità e delle loro famiglie, allo stesso tempo auspicando ad un maggiore e più profondo dialogo tra tutte le parti e gli operatori che coadiuvano le famiglie nella quotidianità delle persone disabili. “Il compito delle istituzioni è, in primo luogo, quello di ascoltare – ha dichiarato il sindaco Angelo Sbrocca – quando ci si predispone all’ascolto è facilmente comprensibile la difficoltà quotidiana delle famiglie delle persone disabili.

Ho verificato che tutte le istituzioni che collaborano con la famiglia del bambino, l’Ambito Territoriale Sociale, il Comune di Termoli e, naturalmente, la scuola e tutti i suoi operatori, sono attive e sensibili alle esigenze del bimbo e delle altre 11 famiglie che hanno le stesse caratteristiche. Non posso, quindi, che mandare il mio incoraggiamento verso chi affronta battaglie dolorose quotidianamente. Le istituzioni sono e resteranno vicine ad ognuna di queste famiglie, un maggiore dialogo renderà però tutto più semplice”.

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