“Bojano, i dissidenti hanno tradito il progetto. Vadano via”. Spina e Arena chiedono chiarezza

Pietro Fatica

Sono pronti al confronto con i dissidenti Virgilio Spina e Angelo Arena. Il primo è stato definito – condensando le espressioni – uno dei mali di Bojano. Il secondo è un perplesso capogruppo che si vede a dover fronteggiare i tre dissidenti che votano no al bilancio.

Il confronto. L’apertura al confronto per (chissà) un eventuale ricucitura dello strappo c’è da parte di entrambi. Ma esiste anche la volontà di chiedere chiarezza politica: se votano no al bilancio di previsione, allora “perché non escono dal gruppo? Per giunta è stato un no ad un bilancio tecnico, non politico”.

La questione conti divide. Il nodo cruciale anche con i dissidenti è la necessità di mettere in chiaro lo stato di salute delle casse comunali: senza conti in ordine c’è anche l’impossibilità a progettare.

“Tutti si ergono ad allenatori, tutti Padoan sui conti del Comune – ha spiegato Virgilio Spina -. Noi ci siamo voluti andare con i piedi di piombo. Se i conti del comune fossero in una buona situazione, saremmo tutti ottimi amministratori. Vorremmo avere certezza contabile dell’ente perché c’è una differenza importante tra ciò che dice il commissario  e ciò che la struttura ci proponeva come bilancio: si parla di svariate centinaia di migliaia di euro che avremmo speso, con tutte le responsabilità conseguenti da parte della Corte dei conti”.

Via i dissidenti. Sia Arena che Spina sono concordi nel dire che è necessario fare chiarezza: “I dissidenti sono animati dalla voglia di fare, ma prima di operare bisogna sapere cosa si ha in tasca, altrimenti rischiamo solo di lasciare debiti per le amministrazioni future – spiega il vice sindaco -. Non capisco perché ci sono tutte queste polemiche sullo stato di accertamento delle casse. O si esce dal gruppo di maggioranza o ci si dimette, oppure si esprime la volontà politica in maniera discostare dalla maggioranza, non lo fanno. Perché non se ne vanno?”.

Anche il capogruppo Arena si pone domande: “I bojanesi dovranno pagate per i prossimi 27-28 anni 310mila euro all’anno. Forse qualcuno se l’è dimenticato. Il nostro compito è verificare in che stato si trovano le casse dell’ente. Il sindaco durante il comizio sul palco ha detto 4 cose: la prima è che vuole chiarezza sui conti. Chi non sta col sindaco perché non è sceso da quel palco allora? Avrebbero dovuto dire che questa non la loro linea di pensiero. Non so cosa sia cambiato. Non c’è un fatto politico serio che possa determinare il loro atteggiamento. Perché non escono dal gruppo? Abbiamo trascorso quattro mesi del primo anno di amministrazione a capire cosa vogliono i dissidenti. Alcuni non sono nemmeno mai venuti in Comune”.

Le accuse a Spina. Cerca di gettare acqua sul fuoco il vice sindaco: “Non voglio polemizzare – dice il vice sindaco -. Politicamente sono distante da Carlo Perrella, lui centrodestra e io centrosinistra. Se Antonio Silvestri nel 2007, prima che si incancrenisse il discorso, avesse esposto il problema come ha fatto Marco Di Biase (ovvero dicendo che è un passaggio epocale per Bojano e che vogliamo fare chiarezza sui conti, chiunque voglia può contribuire) io avrei aderito, senza chiedere con quale ruolo.

Mi sembra strano che si apra una polemica intensa su Carlo Perrella che dal centrodestra supporta un’amministrazione di centrosinistra e non si faccia lo stesso su gente che fa gruppo con la vecchia amministrazione, dicendo di dover utilizzare la maggiore esperienza di persone come Policella o Romano, ovvero gente che è stata bocciata dalle urne. Se c’è tanta stima perché non si sono candidati con loro? Oggi stanno tradendo i principi fondanti del nostro programma.  Non ho nulla di personale contro nessuno, ritengo però che prima di parlare di argomenti così complessi come il bilancio di un ente quale il Comune di Bojano si debba conoscere la materia.

Comunque sono pronto a confrontarmi con loro quando vogliono. Se sono un cancro, come mi hanno definito, ritengo però di avere coerenza: insieme al sindaco ho sposato la scelta di mantenere prudenza e adottare oculatezza sui conti.

Non concepisco questo livore. Non ho mai fatto politica per chiedere la testa di Policella o Silvestri. Ho sempre fatto politica e opposizione sugli atti, ho attaccato dopo aver avvertito. Ho fatto politica sulle carte, non sulle persone. Per questo non mi tocca quello che dicono”.

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