“I bocciati non si candidino”

Della Valle

La proposta è chiara e potrebbe cambiare la rotta di un partito, il Pd, che al momento è in ‘caduta libera’. Evitare la ricandidatura di chi è stato “sonoramente bocciato dagli elettori” alle Politiche di domenica scorsa. E’ questa la proposta di cui si è discusso ieri pomeriggio nel corso dell’assemblea dei circoli che compongono la Federazione del Pd basso Molise. Una proposta che ha un po’ il sapore della ‘resa dei conti’ e che segue di appena qualche giorno quella che era stata avanzata dal presidente dell’assemblea di Federazione, Vincenzo Cordisco, che aveva puntato il dito contro la segretaria regionale Micaela Fanelli chiedendone a gran voce le dimissioni. Una proposta poi ritirata da Cordisco che, però, dà il polso e la dimostrazione di quanto il partito sia rimasto ‘traumatizzato’ da una sconfitta sonora, che proprio in basso Molise ha raggiunto il suo apice considerando anche le candidature di due esponenti importanti del partito sulla costa, la deputata uscente Laura Venittelli e l’assessore regionale Vittorino Facciolla.

E così la resa dei conti è partita proprio dal basso Molise dove i segretari dei circoli, “quelli che maggiormente si sono spesi in questa campagna elettorale”, hanno deciso di riunirsi attorno a un tavolo e fare il punto della situazione in una riunione a porte chiuse. “E’ stata una grande sconfitta – ha affermato senza mezzi termini il segretario del circolo di Termoli, Antonio Sciandra – abbiamo avuto una tranvata sulla sinistra. Speriamo di non prenderne anche un’altra sulla destra altrimenti davvero non ne usciamo più. Per far sì che questo non succeda – ha proseguito Sciandra – sarebbe opportuno che i nostri candidati che sono stati bocciati dai molisani facciano tutti un passo indietro affinché si possano trovare delle persone giovani, dei nomi che possano dare uno slancio in più a questo centrosinistra. Solo così potremmo tentare di arginare questo tzunami che sono i 5Stelle”. E il segretario cittadino del Pd rincara la dose nei confronti di tutti coloro che non sono stati eletti: “ci auguriamo che coloro i quali si sono candidati e sono stati bocciati abbiano il buon senso di non candidarsi e questo vale anche per la struttura regionale e il consiglio regionale.

“Chi è stato bocciato non si deve candidare”, taglia corto Sciandra per il quale, al di là della richiesta di dimissioni (poi ritirata) da Cordisco nei confronti della Fanelli, “sarebbe opportuno che si facesse una analisi politica forte all’interno del partito sia a livello regionale che di Federazione perché bisogna capire perché siamo arrivati a questo punto. Se non si fa questa analisi mettendo da parte i rancori e mettendosi in discussione non andiamo da nessuna parte. Io penso che il 22 di aprile, se rimaniamo così come siamo, avremo una sconfitta sonora che non ci possiamo permettere”. Dello stesso avviso anche il segretario di Federazione, Pasquale Marcantonio. “Ringraziamo tutti coloro che si sono candidati perché ci hanno messo la faccia, hanno dato la faccia per il partito e, nel corso della campagna elettorale, abbiamo potuto apprezzare il loro valore, ma se vogliamo ripartire dall’opposizione, come dice Renzi, dobbiamo essere concreti e quindi se è il caso qualcuno dovrà fare anche un passo indietro perché se il risultato è questo dobbiamo cercare di ripartire al meglio”. L’attenzione, come giusto che sia, è tutta puntata al 22 aprile giorno in cui i molisani saranno chiamati nuovamente alle urne per eleggere il nuovo consiglio regionale e il nuovo Governatore del Molise. E così gli occhi sono tutti puntati alla presentazione delle liste che si terrà tra due settimane. Per quella data dovranno essere stilati i nomi dei candidati consiglieri e quello dell’aspirante presidente della Regione. Un compito certo non facile dopo quanto accaduto alle Politiche.

“E’ per questo motivo – chiarisce Marcantonio – che abbiamo convocato la riunione dei segretari di circolo perché vogliamo fare il punto della situazione del voto anche in vista delle regionali e stabilire come dovremo lavorare per la composizione delle liste delle regionali”. La proposta di Marcantonio e della Federazione del basso Molise è chiara: “aprire un tavolo di confronto con quelle che sono le istituzioni del partito, un tavolo che debba essere aperto in maniera permanente per puntare alla ricucitura e alla ripartenza con ordine per vedere quello che si può fare per il territorio e il partito in un momento molto critico”. Un’autocritica del Pd che, quindi, parte da Termoli, “dal risultato conseguito e dal fatto che siamo stati spazzati dallo scenario politico e quindi oggi abbiamo dei rappresentanti al Parlamento che non sono del nostro partito mentre venivamo da una situazione diversa”. Due settimane alla presentazione delle liste, una quadra da comporre con una partenza tutta in salita. Il conto alla rovescia è iniziato e il Pd deve necessariamente farsi trovare pronto. O sarà un’altra Caporetto. Mic. Bev.

 

Della Valle

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