“Basta chiacchiere, è ora di ascoltare”

Cento Carati

di Michela Bevilacqua

Un saluto veloce a chi lo ha atteso alla stazione di Termoli e qualche mano stretta tra le contestazioni pacifiche di chi, invece, ha manifestato contro la politica del Pd targata Matteo Renzi. Poi il trasferimento alla Cantina Cliternia dove, maglioncino leggero e jeans, é sceso in mezzo ai dipendenti (con tanto di selfie finale) per parlare dell’Italia del futuro, di quello che la Penisola deve fare per diventare “il paese più bello del mondo”, di quello che “ho imparato in questo tour tra le province italiane. L’obiettivo del viaggio – ha affermato il segretario del Pd nel corso del suo intervento – è quello di ascoltare invece che chiacchierare. Abbiamo deciso di fare un percorso in tutto il paese per ascoltare l’Italia. Io – ha continuato – non sono una verginella della politica, ho fatto tante cose ma pur essendo un addetto ai lavori io per primo non ne posso più quando sento il chiacchiericcio della politica romana, e se non ne posso più io immaginatevi le persone normali”.

Di qui la decisione di prendere un treno “anche se non è la cosa più semplice arrivare in treno” e toccare le realtà più importanti dell’Italia. Prima la tappa a San Salvo dove ha visitato la Pilkington accompagnato da gran parte della segreteria molisana piddina, dal presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura, alla segretaria Micaela Fanelli, passando per la deputata Laura Venittelli, l’assessore Vittorino Facciolla e il sindaco di Termoli, Angelo Sbrocca, oltre alla gran parte dell’amministrazione comunale di Termoli e Campomarino con in primis il sindaco Gianfranco Cammilleri. Poi l’arrivo a Termoli con la ‘toccata e fuga’ tra le contestazioni dei ‘contrari al Pd’ e il giro della Cantina Cliternia. Un ritorno in Molise dopo l’ultima volta in cui “ci sono venuto da presidente del consiglio. In quell’occasione – ha ricordato – abbiamo fatto un bellissimo giro per il Molise comprensivo della firma del Patto per la regione, e il giro a San Giuliano, Venafro, l’università la Molisana. Il ritorno di oggi è diverso perché non sono più il presidente del consiglio, abbiamo perso il referendum, e da presidente del Pd ho scelto di visitare tutte le province italiane. Torneremo anche a Isernia per dare un messaggio di ascolto”. Un messaggio di ascolto che ha riguardato non solo i temi nazionali ma anche e soprattutto la realtà locale di una cantina che è la massima espressione dell’esportazione molisana di vini all’estero, principalmente in Giappone. “Trovo straordinario che l’export del vino molisano in Giappone sia il 50% del valore del prodotto ed è un messaggio meraviglioso perché da il senso delle potenzialità dell’Italia e del Molise. Se ci pensate l’idea di riuscire a investire sull’export – ha proseguito Renzi – è fondamentale, considerando che perdiamo 52miliardi di denaro che vengono venduti all’estero con il nome che suona italiano ma che italiani non sono”.

E ancora l’attenzione all’agricoltura: “per ogni euro investito solo 15 centesimi vanno all’agricoltore, ma così non si può continuare. L’agricoltura é un valore fondamentale, l’agroalimentare é il futuro assieme alla possibilità di andare all’estero”. Non poteva mancare, però, l’attenzione al mondo delle infrastrutture “che è un problema tanto del Molise quanto di tutta l’Italia. In questa regione qualcosa si è iniziato a fare. Si è fatta una bella discussione tra il presidente e il Ministro delle Infrastrutture anche su discorsi del passato che sono stati rimessi in discussione ma l’importante è far partire i lavori. Purtroppo il Paese, non solo il Molise, sulle infrastrutture è indietro”. E l’attenzione è andata a finire sul tema dell’alta velocità: “è come avere una metropolitana che va nelle altre città. Non è accettabile che l’alta velocità ci sia solo in una parte dell’Italia. C’è un problema delle infrastrutture soprattutto nel mezzogiorno e da questo punto di vista anche in Molise bisogna fare di più, ma il mio messaggio di arrivare e ripartire in treno è di voler investire sul trasporto pubblico. Il Ministro Delrio ha fatto tanto ma c’è ancora tantissimo da fare”. E in ultimo l’attenzione non poteva non finire sulla strettissima attualità e su quella legge elettorale che ancora non trova la sua quadra.

“E’ chiaro che se avessimo vinto il referendum sarebbe stato tutto più semplice perché ci sarebbe stata una sola Camera e la possibilità con il ballottaggio di scegliere chi si preferiva”. Poi la ‘stoccata’ a chi diceva che “in sei mesi avrebbe fatto la riforma ma hanno fatto solo il Cnel. Per quello che ci riguarda abbiamo provato a fare diverse proposte, alla fine il punto vero è quello di trovare una intesa al Senato, almeno i cittadini potranno scegliere il proprio deputato e il proprio senatore”.

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