Ariston, Codacons: “Colpo di scena, il Tar dice no alla mega colata di cemento”

Emporio Verde

“Con sentenza pubblicata nella giornata odierna, – si legge in una nota del Codacons Molise – il Tar Molise, condividendo le obiezioni sollevate dal Comune di Campobasso (avv.ti Matteo Iacovelli e Leandra Fiacco) e dal Codacons (avv.ti Pino Ruta, Massimo Romano e Carlo Rienzi), ha confermato l’illegittimità del titolo edilizio che permetteva alla società (proprietaria dell’immobile già adibito a cinema, difesa dall’avv. Salvatore Di Pardo), di trasformare la struttura esistente in un mega condominio alto nove piani al centro della città, in spregio alle più elementari norme urbanistiche ed edilizie, sottraendo peraltro la struttura alla fruizione collettiva e accentuando in modo oltremodo insostenibile il carico urbanistico già gravante sull’area e sulle piccole strade che circondano il fabbricato. Sarebbe stato un duro colpo all’assetto della pianificazione del centro cittadino, fortunatamente scongiurato dall’intervento del Comune e del Codacons.
L’operazione immobiliare era stata resa possibile, tra l’altro, anche dall’inserimento di una norma nella legge regionale cd. “Piano casa”, di seguito dichiarata incostituzionale, che permetteva, proprio grazie agli effetti deleteri del cd. piano casa, la realizzazione di edifici anche in deroga alle più elementari regole costruttive stabilite a livello nazionale. Proprio grazie a questa “originale” norma della legge regionale, approvata dai legislatori molisani forse un po’ troppo frettolosamente e acriticamente, sarebbe stato infatti possibile costruire, in una strada centrale, larga solo tre metri, un edificio alto nove piani a pochi metri di distanza dagli altri fabbricati adiacenti, con buona pace dei cittadini (soprattutto residenti) e delle esigenze di viabilità e traffico (veicolare e anche pedonale), costretti a subire l’accentuarsi di quei disagi, anche igienico sanitari, conseguenti all’attuazione di interventi edilizi privi dei più elementari standard urbanistici ed edilizi. Norma, come detto, poi fortunatamente dichiarata incostituzionale. Forse sarebbe il caso di recuperare dal dimenticatoio, riportandola all’attualità, l’urgente attuazione, già sollecitata dal Codacons, della legge regionale 22 ottobre 2004, n. 24, che regolamenta l’attività dei portatori di interessi privati (cd. lobbies) rispetto alla politica, proprio per rendere trasparente e soprattutto tracciabile il “contatto” tra soggetti esterni alla Pubblica Amministrazione e gli organi istituzionali, a tutela dell’imparzialità e del buon andamento di cui all’articolo. 97 della Costituzione.
Dunque, a pochi giorni di distanza delle notizie trionfalistiche (apparse un po’ dappertutto e con grande enfasi) che avevano già dato per scontato l’abbattimento dell’Ariston per dar luogo alla realizzazione di un palazzone, sembra, invece, che la situazione sia alquanto diversa e che l’annullamento del titolo edilizio, ritenuto legittimo dal Tar a tutela di interessi pubblici e collettivi, ponga uno stop all’operazione, evitando l’ennesima e invasiva colata di cemento al centro della città”.

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2 risposte su “Ariston, Codacons: “Colpo di scena, il Tar dice no alla mega colata di cemento”

  1. Mara Iapoce

    Beccatevi questo, palazzinari da quattro soldi e loro sostenitori! Una volta tanto un pronunciamento giusto!!

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