Appalto all’Aquila, l’impresa di Isernia estranea all’inchiesta: le volevano far perdere la gara

La General Costruzioni di Isernia, vincitrice dell’appalto da tredici milioni per il recupero di Palazzo Centi all’Aquila, è estranea all’inchiesta per corruzione, anzi si potrebbe dire che nè è stata la potenziale vittima, in quanto il sospetto degli investigatori della procura abruzzese è che addirittura abbiano brigato per farle perdere l’appalto milionario. Stesso discorso per il presidente D’Alfonso, indagato per altre vicende, ma non per l’appalto di palazzo Centi.

Viene fuori dalle indiscrezioni sull’inchiesta che vedono al centro dell’interesse degli investigatori il ruolo della commissione e della ditta classificatasi terza nella graduatoria finale dell’appalto. Sono infatti indagati per turbativa d’asta e falso i componenti della commissione che ha aggiudicato i lavori. Si tratta del presidente Giancarlo Misantoni, nato in Venezuela nel 1964, residente a Pescara, e dei commissari Roberto Guetti, pescarese, nato nel 1955 e Silverio Salvi, aquilano, classe 1954. Sono indagati per turbativa d’asta l’imprenditore di Castelli (Teramo), Eugenio Rosa, nato nel 1955, titolare della Iciet, terza nella graduatoria dell’appalto, due suoi tecnici, Gianluca Marcantonio, 46 anni, di Pescara, e Alessandro Pompa, anche egli pescarese (46). Indagato anche Claudio Ruffini, di Mosciano San’Angelo, nato nel 1953, dello staff del presidente della Regione, che ha un curriculum politico davvero importante: è stato per due volte presidente della Provincia di Teramo, ex sindaco di Mosciano e Giulianova, ex consigliere regionale del Pd. I carabinieri hanno fatto anche delle perquisizioni domiciliari nelle abitazioni di molti di loro dove hanno preso computer, pen drive e documenti.
Secondo le accuse ci sarebbe stata una sorta di accordo tra i sospettati per far vincere l’appalto alla ditta di Rosa senza però riuscirvi visto che il mega appalto è stato aggiudicato alla ditta di Isernia. Tuttavia la turbativa d’asta, che nel caso specifico resta tutta da provare, c’è per il solo fatto di averla posta in essere a prescindere dall’esito. Questa indagine poggia su una serie di intercettazioni. I fatti risalgono al 2015. Si parla anche di pressioni per le scelte dei componenti della commissione. Vuoi ricevere questa ed altre notizie direttamente sul tuo cellulare? Semplice! Invia il testo NEWS SI con un normale sms al nostro numero +39 3201122791 e riceverai quotidianamente sms informativi gratuiti per essere aggiornato in tempo reale sulle principali notizie della regione. Inoltre sempre a questo numero potrai inviarci segnalazioni foto/video di qualsiasi natura tramite WhatsApp

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