Accusati di estorsione, assolti in quattro. L’avvocato Verde: “Nessuna costrizione”

Athena

SANTA CROCE DI MAGLIANO. “Nessuna costrizione”. È questo il contenuto della sentenza emessa dal giudice Daniele Colucci del Tribunale di Larino nei confronti di quattro persone residenti in Basso Molise. I protagonisti, rispettivamente di 47, 40, 39 e 27 anni, erano finiti sul banco degli imputati con l’accusa di reato di estorsione, nell’ambito di una vicenda che ruotava intorno alla cessione di un bar a Santa Croce di Magliano. I fatti contestati, secondo l’accusa di merito, indicavano il gruppo quale responsabile di atti di minaccia nei confronti di una donna del posto, titolare di un bar, a cui era stato intimato di cedere la titolarità dell’esercizio ed evitando così comportamenti violenti qualora non si fosse presentata dal notaio a firmare le carte. Fatti che spinsero il Pubblico Ministero, dottor Meo, a chiedere per tutti la condanna a quattro anni di reclusione. Di tutt’altro avviso la tesi sostenuta dalla difesa. In aula l’avvocato Carmine Verde è riuscito a dimostrare che non si verificò alcuna costrizione e che il passaggio di proprietà fu un modo per salvare la donna da una denuncia. La stessa, infatti, ex dipendente della società di cui gli imputati erano partecipi era stata pizzicata dagli impianti di videosorveglianza mentre sottraeva del denaro dalla cassa della società, soldi che poi sarebbero stati spesi utilizzato per giocare alle slot machines. Da qui, quindi, la proposta del gruppo di ottenere la titolarità del bar onde evitare una denuncia per furto. Una proposta che ha trovato l’accoglimento da parte della donna facendo così propendere il giudice verso il riconoscimento di un accordo comune e non di una estorsione.

 

 

 

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