53° anniversario della Regione Molise, il discorso di Cotugno in Consiglio

Edilia

Signor Presidente della Giunta, Signori Assessori, Cari colleghi Molisani tutti…

Oggi è una giornata importante per la nostra regione e per il Consiglio regionale del Molise che mi onoro di presiedere. Celebriamo due eventi che richiamano forte l’orgoglio di essere molisani, ricordando a tutti noi i tanti traguardi raggiunti e le straordinarie qualità umane e politiche di una classe dirigente che ha fatto di questa terra una delle venti regioni d’Italia.

Mi riferisco innanzitutto all’evento del 27 dicembre, che oggi celebriamo con particolare intensità: l’anniversario dell’autonomia regionale del Molise. L’altro evento che oggi celebriamo, è l’intitolazione ufficiale della sede del Consiglio regionale del Molise all’On. Florindo D’Aimmo. Due momenti di grandissima importanza tra loro intimamente legati, e non soltanto dalle circostanze storiche che ben conosciamo. Con la legge costituzionale n. 3 del 27 dicembre 1963 sono stati definitivamente riconosciuti al nostro territorio dignità e autonomia sancendo, dopo ben 15 anni, la nascita della ventesima regione italiana, il Molise.

Il riconoscimento dell’autonomia regionale significa unità, partecipazione, condivisione, solidarietà. Autonomia che non è… un codice normativo ne’ un “mercanteggiamento” ma è un sogno collettivo che si realizza Un sogno che noi abbiamo ereditato. E che abbiamo il dovere di difendere per garantire alle future generazioni pari dignità e opportunità.

Da quel giorno sono trascorsi 53 anni e, come ci ha mostrato il video che abbiamo appena trasmesso, la nostra regione  ha vissuto uno straordinario sviluppo sia economico che sociale. Il video trasmesso ci è stato fornito dalla sede regionale della Rai. Colgo l’occasione per ringraziare il Direttore della sede Rai Molise, Mauro Trapani, la Produzione, Rai Teche e tutta la redazione della Tgr per la consueta sensibilità e disponibilità. Proprio dalle immagini del filmato i due eventi che stiamo per celebrare, trovano il loro punto di sintesi: essi ci ricordano che è esistito e che esiste un Molise che non si arrende, un Molise capace di affermare le sue ragioni, capace di far valere la propria storia….la propria identità attraverso una classe politica lungimirante e determinata. 

E’ questo il Molise in cui sono cresciuto, questi gli uomini che io ho ammirato da ragazzo, quando mi affacciavo al mondo dell’impresa e poi alla politica, con la trepidazione di chi sa di doversi confrontare con esempi illustri, ma con la certezza di avere grandi opportunità… Erano anni segnati da grandi ambizioni, tutti eravamo conquistati dalla voglia di fare, di costruire un mondo nuovo, favorendo l’innovazione e la sperimentazione in tutti gli ambiti economici e culturali. Sono stati anni di grande entusiasmo, Entusiasmo che ha animato le nostre speranze e le nostre azioni, e ci ha sostenuti nelle difficoltà fino a creare quello che siamo oggi…

Caro Paolo è questa la vera sfida !  Dare ai nostri giovani le stesse opportunità che altri hanno dato a noi! Lo dobbiamo a Fabrizia, la giovane figlia di Sulmona morta a Berlino e a tutti quei ragazzi molisani che negli ultimi anni sono stati costretti a migrare… Abbiamo bisogno di un nuovo inizio, di nuove prospettive, ma anche di maggiore forza e coesione… E’ questo il nostro dovere: costruire un percorso che consenta ai nostri giovani di trovare qui le loro occasioni, per farli rimanere a contribuire allo sviluppo economico, sociale e culturale della nostra… della loro terra! Intorno a noi c’è tanta energia, tanto entusiasmo… Lo scorso 6 dicembre, alle celebrazioni per la Giornata dell’Emigrazione, abbiamo visto centinaia di giovani, decine di associazioni, tanti artisti e tante imprese del Molise, tutti  insieme a ribadire con forza  che il Molise esiste e che l’orgoglio molisano non potrà essere spento né dalle polemiche né da chi pensa di toglierci quell’autonomia di cui oggi festeggiamo l’anniversario.

Non dobbiamo assolutamente disperdere quell’energia positiva, quella scintilla accesa nei nostri giovani. Giovani che vogliono partecipare, che vogliono combattere per l’autonomia di questa regione, come dimostrano le tante adesioni pervenute nei mesi scorsi a sostegno del Comitato spontaneo a difesa della Corte di Appello di Campobasso. E voglio qui, ancora una volta, ringraziare il presidente Enzo Di Giacomo e tutti i componenti del Comitato, per quanto hanno fatto e continuano a fare, confermando loro il nostro impegno e il nostro sostegno a tutte le loro iniziative. Il 2016 volge al termine, un nuovo anno sta per cominciare… il mondo cambia velocemente sotto i nostri occhi, cambiano gli equilibri, cambiano le abitudini e i costumi della nostra gente…  Ma noi abbiamo il dovere di guardare avanti con fiducia, impegnandoci a lasciare alle future generazioni un posto dove poter realizzare i propri sogni con dignità e convinzione. Ma per fare questo, dobbiamo agire con coraggio, assumendoci la responsabilità delle scelte che spettano a chi è stato eletto, a chi oggi rappresenta la classe dirigente di questa regione.

Ed è proprio questa consapevolezza che ci fa volgere lo sguardo al passato, poiché la memoria è anche storia. La storia del Molise, quella che oggi vogliamo celebrare scoprendo una targa intitolata all’Onorevole Florindo D’Aimmo nella speranza che il suo esempio sia di ispirazione a tutti noi che ogni giorno varchiamo questa  soglia per adempiere al nostro ufficio. Queste le ragioni che il 10 maggio scorso hanno portato il Consiglio regionale, all’unanimità, a dedicare l’intitolazione di questa sede ad uno dei “padri fondatori” del Molise, uno di quei “pionieri” che hanno saputo affermare i princìpi e i valori della nostra regione. Nella seduta del 10 maggio ho già avuto modo di ripercorre la storia politica di D’Aimmo, primo presidente dell’Assemblea legislativa regionale. Oggi vorrei solo aggiungere che intitolargli la sede del Consiglio Regionale significa per me…per noi tutti, esaltare lo spirito sano del popolo molisano, che ha fatto della dignità e dell’onestà un vessillo da portare con fierezza. 

E l’autonomia della nostra regione fonda le sue radici proprio su questi valori. Ecco perché abbiamo il dovere di difendere la nostra autonomia in tutte le sedi istituzionali ma anche tra i giovani e nelle scuole affinché anche le prossime generazioni sentano come noi il bisogno di tenere vivo il sogno di un MOLISE autonomo e forte. Ognuno di noi amministratori regionali, sindaci, imprenditori, dirigenti dobbiamo farci testimoni di questi valori ogni giorno con il nostro operato. Solo così riconquisteremo la fiducia dei cittadini e soprattutto dei giovani verso le istituzioni, fiducia indispensabile per il futuro della nostra Regione.

Chiudo ringraziando nuovamente i colleghi Consiglieri per aver voluto dedicare all’unanimità all’Onorevole Florindo D’Aimmo la sede regionale. Come pure un caloroso ringraziamento per la partecipazione e un saluto affettuoso a tutti gli ex consiglieri regionali, e al loro presidente, Gaspare Di Lisa, sempre attento e partecipe, orgoglioso alla vita politica regionale.

Infine lasciate che rivolga un pensiero riconoscente alla famiglia D’Aimmo, che ha accolto la nostra decisione con sentimento commosso e con grande garbo. A loro va il saluto caloroso di tutti i Consiglieri regionali e la mia personale gratitudine. Grazie.

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