‘4 Ristoranti’. In onda il Molise autentico servito ‘in salsa’ genuina

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Il suono della zampogna e il paesaggio delle colline molisane hanno aperto la puntata dei ‘4 Ristoranti’ andata in onda ieri sera alle 21:15 su Sky Uno HD. Il Molise si è messo in gioco mostrando il meglio di sè e soprattutto offrendo il buono di sè. Quel buono che non ha lasciato certo a bocca asciutta lo stesso Alessandro Borghese, chef e conduttore della nota trasmissione. A bordo del suo van nero è giunto nell’ombelico d’Italia e precisamente a Campobasso e dintorni per incoronare il miglior ristorante di cucina autentica della regione.

I piatti del Molise serviti a tavola dai 4 ristoratori in gara, hanno mostrato a tutti che non solo questa regione esiste, ma che soprattutto si mangia divinamente.

Ha vinto il rispetto per i sapori autentici della tradizione serviti ‘in salsa’ di innovazione, senza lasciare nulla al caso, di Simona ,proprietaria del ristorante ‘Monticelli Saperi e Sapori’, i cui piatti sono stati apprezzati più o meno dai suoi avversari ma dove il voto dello chef ha contribuito ad assicurarle la vittoria. L’estro della ‘cuciniera del Molise’, come lei ha voluto definirsi nel frame di presentazione, ha presentato piatti studiati, raffinati e di buon gusto conservandone la genuinità tipica della cucina molisana.

I 5 punti di bonus, invece, se li è aggiudicati Pino del ristorante ‘La Ginestra’ a Cercemaggiore, che più di tutti ha saputo esaltare il sapore del re dei formaggi molisani, il caciocavallo, all’interno del suo menu. Nell’agriturismo di Pino la tradizione ha fatto da padrona in tutte le portate, dall’antipasto al dolce. Una cucina, come lo stesso Pino ha definito, “a cm 0″ dove mangiare e come fare un viaggio nella storia di questa terra. Un aspetto questo che ha colpito molto lo stesso Borghese e che gli ha consentito così, di piazzarsi al secondo posto della classifica.

La vulcanica Annamaria dell”Osteria dei Pazzi’ si è aggiudicata, invece, il terzo posto. Fatale un impasto di zeppola ‘impazzito’ all’ultimo minuto che le ha fatto guadagnare un notevole ritardo sulla ‘tabella di marcia’ delle portate. L’unica pecca rispetto ad una ‘polenta con tracchiole’ da leccarsi i baffi dal sapore genuino e autentico che sia gli avversari e lo stesso chef hanno dimostrato di apprezzare. Annamaria, proprietaria del locale e regina della cucina, ha condito i suoi piatti con semplicità e modestia. La stessa che ha saputo dimostrare al momento della resa dei conti al confronto dei punteggi con gli altri ristoratori, riconoscendo di non avere la stessa esperienza degli altri concorrenti in gara.

Al quarto posto, invece, ‘Il Casale Kolidur,’ di Barack situato nel cuore delle montagne molisane. Giunto in Molise per amore ha fatto presto ad innamorarsi anche dei sapori molisani rivisitati a suo modo senza tuttavia stravolgere la tradizione. Una location da favola immersa nella natura, dove l’effetto ‘surprise’ ha tenuto banco dall’inizio alla fine dell’esperienza gastronomica. Un vero manager in cucina Barack ha dimostrato di saper coordinare il suo staff in maniera eccellente, anche se l’emozione gli ha giocato un brutto scherzo al momento di servire il dolce dimenticando le posate. Tuttavia, Barack ha dimostrato di saper giocare in maniera leale, giudicando i suoi avversari onestamente e senza nessuna strategia ma dando semplicemente il meglio di sè e facendo sicuramente un’ottima figura.

I 4 ristoratori molisani hanno giocato la loro partita sfruttando al meglio la vetrina televisiva offerta senza fare sconti agli avversari dove le critiche reciproche non sono mancate, ma senza colpo ferire. Tutti assolutamente consapevoli che ciò che andava in scena era il buon nome del Molise, una responsabilità fin troppo grande per perdersi in facili battibecchi da ‘primi della classe’.

Piuttosto, è un vero peccato che nessuno abbia pensato di mettere alla gogna, innanzi al fuoco scoppiettante di un camino, il caciocavallo molisano e far gustare la sua fine impietosa di formaggio fuso su una bella fetta di pane casareccio abbrustolita al noto chef. Proprio come da tradizione!

L. D’A.

 

 

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