Di Maio in Molise tira la volata a Greco: “Eleggetelo e torno come Presidente del Consiglio”

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TERMOLI. “Se vi impegnate ancora come avete fatto per le Politiche il Molise sarà la prima regione italiana con un governo a 5Stelle”. Una piazza Duomo gremita di quello tzunami che già alle elezioni politiche ha fatto vedere la sua forza “e che rappresenta il chiaro riscatto di una regione e la dimostrazione che il futuro esiste”. E ieri piazza Duomo ha accompagnato ogni parola del comizio del candidato presidente Andrea Greco. Al suo fianco quel Luigi Di Maio che è stato letteralmente osannato dalla folla. C’è chi, in prima fila, ha allungato la mano per stringerla con quella del leader del MoVimento 5Stelle tornato a Termoli per la seconda volta in poche settimane. “Se ci impegniamo in questa regione possiamo eleggere il primo presidente della storia dei 5Stelle. Sono qui per dare una buona notizia – ha esordito – oggi a distanza di dieci giorni dall’elezione il presidente della Camera Roberto Fico, assieme a tutto l’ufficio di presidenza, ha dato il via alla procedura di taglio dei vitalizi agli ex parlamentari. Hanno iniziato quella rivoluzione gentile che avevamo promesso in campagna elettorale”. Parole che sono state accompagnate da ovazioni stile stadio. “Luigi uno di noi”, ha ripetuto a lungo il popolo dei 5Stelle. E lui, Luigi Di Maio, non si è sottratto alla folla. Ha stretto mani e regalato abbracci ai tanti che si trovavano in prima fila. Un discorso, il suo, che ha toccato a lungo i temi molisani collegandoli a quelli nazionali: dal riordino della sanità alla questione del reddito di cittadinanza, passando per il taglio dei vitalizi “che solo un governo 5Stelle potrà fare anche in Molise” per arrivare ad ammettere che “avete avuto un grande coraggio a votare MoVimento 5Stelle alle elezioni politiche. Sono del sud anche io e conosco bene quale è il problema di esporsi nei confronti dei 5Stelle – ha affermato di nuovo rivolto alla platea termolese e molisana – adesso completiamo l’opera. Voi eleggete Andrea Greco e io spero di tornare da presidente del consiglio tra un mese”. Un discorso che non poteva tralasciare la necessità di liberarsi da quello che è stato il passato per puntare al futuro. “La vostra città è la porta di una regione bellissima ma adesso è il momento di concretizzare tutto quello che abbiamo detto da anni”. E ancora lo sguardo ai temi nazionali: “Voglio far sottoscrivere un contratto in cui le forze politiche si impegnano entro un determinato mese a risolvere i vostri problemi affinché si possa percepire il cambiamento”. E ancora lo sguardo sul giro di consultazioni in vista della formazione del nuovo governo. “Sono fiducioso che un governo si formerà e sarà un governo del cambiamento. So che gli italiani non hanno più tempo e pazienza ed è per questo che stiamo chiedendo che la presidenza del Consiglio dei Ministri vada ai 5Stelle. Perché ogni volta che si parla di me che ho preso 11mila voti devo fare un passo indietro invece si deve discutere di persone che non hanno preso neanche un voto?”, la domanda ironica rivolta alla piazza. “Non si può escludere il MoVimento dal governo e credo che lo stiano percependo tutti. Non potete pensare a un governo del MoVimento con Berlusconi o che non abbia tra i suoi temi i problemi di chi ha perso il lavoro”. E ancora la precisazione sul reddito di cittadinanza: “si è detto che la gente del sud ha votato M5s perché vogliono soldi senza fare niente ma noi stiamo chiedendo solo che si dia la possibilità ai nostri talenti di lavorare nella nostra terra”. E infine la promessa. “Vi prometto che ce la metteremo tutta per la creazione di un governo del cambiamento. Certo ha senso andare al governo se quel governo sarà in grado di cambiare tutto nel Paese. Non ha senso fare il presidente del Consiglio per tirare a campare. Agli altri partiti non sto chiedendo una alleanza ma un contratto dove ci impegniamo per mettere al centro i vostri problemi. Il risultato delle elezioni politiche è stato clamoroso e questo risultato ci deve portare alla responsabilità di cambiare il paradigma della politica. Lo faremo partendo dai 20 punti del nostro programma elettorale. Ogni volta che dico di mettere al centro i problemi qualcuno mi dice che deve stare con Berlusconi. Io invece rispondo – ha concluso – che devono scegliere con chi stare, se con Berlusconi o con i cittadini italiani”.

Michela Bevilacqua

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